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L’altura
di Siccomonte getta il proprio sguardo sulla città
di Fidenza. La valle, bellissima, osserva
silenziosa da secoli il mutare della città,
oggi uno, dei maggiori centri dell’ Emilia del
nord, mentre custodisce gelosa i propri tesori della
natura. Il suo nome, Mons Siccus, ricorda la scarsità
d’acqua che l’ha preservata da un uso
intensivo del territorio. Il paesaggio, i colori,
i cieli, i profumi cambiano con le stagioni
rinnovando l’offerta di una natura davvero generosa.
I colli sono qua e là interrotti da siepi
e boschetti che conservano alberi antichi e di pregio,
come l’olivo, l’olmo e le querce.
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A
giocare con la terra, si incuneano fra colline e
crinali molti rii e risorgive. Sono il Cogolonchio,
il Siccomonte,
il Baffera,
lo Stazzano,
il Cantalupo,
lungo i quali si sono preservati ecosistemi dalle
ricchezze naturali eccezionali e, in alcuni casi,
sconosciute. Parte di questa zona nel 1981 venne
dichiarata dalla Provincia di Parma oasi di protezione
della fauna e del paesaggio. Tre i centri abitati,
Siccomonte, Cabriolo e Cogolonchio, tutti segnalati
dai campanili delle rispettive chiese e collegati
da percorsi, asfaltati e non, che costituiscono
un vero paradiso per podisti e ciclisti. Ma a parlare
della storia della valle sono anche gli edifici
di architettura rurale: compaiono fra le colline
con la loro semplice e autorevole bellezza. Luoghi
della vita agricola come la stalla, il fienile,
l’aia sono la testimonianza della civiltà
contadina nel suo divenire.
A
Siccomonte, dominata dalla chiesa
di S. Giovanni Battista che si erge su una collina,
di recente l’archeologia ha restituito un
insediamento Etrusco databile tra il VI ed il VII
secolo a.c. situato a poche centinaia di metri dalle
terramare di Cabriolo e risalente alla fase finale
dell’età del bronzo medio.
A
Cabriolo, adagiato ad un ansa
del torrente Rovacchia, si avverte ancora il ricordo
dei Templari, gli antichi cavalieri di Malta a cui
si deve l’edificazione della chiesetta romanica
di San Tommaso, costruita sull’area dell’omonima
e antica cappella. San Tommaso, arcivescovo di Canterbury
e primate d’Inghilterra,
qui avrebbe sostato nel 1167 ed a lui la cappella
sarebbe stata intitolata dopo il suo martirio avvenuto
il 29 dicembre 1171.
Il monte Battaglia,
l’impennata più alta della costa di
Cogolonchio (m. 242), nel 1149 costituì il
naturale avamposto alla lotta fratricida tra il
Delfino e Guglielmo Pallavicino. In giornate serene
si può godere di una splendida vista sulla
pianura, fino alla cerchia delle Alpi.
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Associazione
“Val Siccomonte”| Loc. Cogolonchio n. 18 | 43036 FIDENZA
(PR) | tel./fax 0524 63125 | e-mail: valsiccomonte@alice.it
C.F. 91027210342 |
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